Altri fattori che possono favorire la comparsa:
dieta povera di carboidrati fermentabili (alcuni studi ipotizzano che questo possa ridurre il rischio di carie ma favorire la formazione di BS
Black stains e carie: un paradosso (e perché non sono sinonimo di scarsa igiene)
Un’idea diffusa è che le macchie nere siano indice di scarsa igiene orale. In realtà, numerosi studi e meta-analisi mostrano che la presenza di black stains è spesso associata a una minore incidenza di carie nei bambini.
Si ipotizza che il microbioma responsabile delle BS sia meno cariogeno, o che fattori ambientali correlati (ad esempio acqua o dieta) coincidano con comportamenti a minor rischio di carie.
Questo non significa che le BS siano “positive”, ma che non vanno interpretate come segno di trascuratezza.
Falsi miti comuni
Mito 1: le black stains sono dovute solo a scarsa igiene.
Realtà: la placca associata alle BS ha caratteristiche specifiche; la loro comparsa dipende da microbioma e presenza di ferro. Pazienti molto attenti all’igiene possono comunque presentarle.
Mito 2: le black stains sono “funghetto”.
Realtà: moltissimi pazienti (e genitori) chiamano erroneamente le BS “funghetto”, immaginando un’infezione fungina. In realtà non c’è alcuna correlazione con miceti come Candida albicans. Le BS sono dovute a batteri cromogeni e reazioni ferro-zolfo, non a infezioni micotiche. È importante chiarirlo, per evitare trattamenti antifungini inutili o inappropriate paure.
Mito 3: sono sintomo di malattia sistemica.
Realtà: nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno locale. Solo raramente, in presenza di altri segni clinici, è utile indagare il metabolismo del ferro o l’uso di farmaci specifici.
Mito 4: una volta rimosse, non tornano più.
Realtà: la recidiva è frequente. Poiché la predisposizione dipende dal microbioma e dal ferro salivare, le macchie possono ripresentarsi, soprattutto nei soggetti predisposti.
Cosa possiamo fare: gestione clinica e prevenzione
1. Diagnosi e trattamento
Valutare storia clinica, alimentare e l’eventuale uso di integratori di ferro.
Eseguire la rimozione professionale con air-polishing o lucidatura delicata, evitando tecniche abrasive che possano danneggiare lo smalto.
Evitare assolutamente di rimuoverle in autonomia utilizzando dentifrici abrasivi o bicarbonato!!
2. Prevenzione e consigli pratici
Igiene orale quotidiana: spazzolamento regolare e uso del filo o scovolini. Anche se la sola igiene non sempre evita le BS, resta fondamentale per mantenere basso il biofilm batterico.
Valutare fonti di ferro: se il paziente assume integratori o acqua ricca di ferro, è bene segnalarlo e – solo se clinicamente indicato – riconsiderare con il medico la necessità del supplemento.
Prodotti a base di lattoferrina:
Negli ultimi anni si è studiato il ruolo della lattoferrina – una glicoproteina naturale presente nella saliva, nel latte materno e nelle secrezioni mucose – nel modulare la flora batterica orale e legare gli ioni ferro, riducendo la disponibilità di ferro libero necessario alla crescita dei batteri cromogeni.
La lattoferrina ha un’azione antimicrobica e “chelante” del ferro, che può contribuire a prevenire la formazione di solfuro ferrico e quindi la comparsa delle black stains.
Alcuni studi in vitro e in vivo hanno evidenziato che la lattoferrina inibisce la crescita di Actinomyces e altre specie correlate, favorendo un microbioma orale più equilibrato.
L’uso regolare di dentifrici o collutori contenenti lattoferrina, come parte dell’igiene domiciliare, può essere utile per ridurre la recidiva delle black stains e migliorare la salute orale complessiva.
Controlli periodici: programmare richiami di igiene professionale a cadenza personalizzata, rassicurando il paziente che la recidiva è normale e gestibile.
Conclusione
Le black stains sono una manifestazione estrinseca, multifattoriale e benigna. Non rappresentano un’infezione né un segno di scarsa igiene, ma il risultato di un particolare equilibrio microbico e chimico nel cavo orale.
Il trattamento è principalmente estetico, e la prevenzione passa attraverso una buona igiene, controlli regolari e, nei soggetti predisposti, l’uso di prodotti che modulano la flora batterica come la lattoferrina.
Come igienista dentale, il nostro ruolo è quello di informare, rassicurare e guidare il paziente con strategie basate su evidenze scientifiche e personalizzate sulle sue abitudini e necessità.